Time to Market, Costi e Profitti parte I

Time to Market, Costi e Profitti parte I

Con il termine Time to Market si definisce il tempo intercorso tra l’idea di un nuovo prodotto ed il suo arrivo sul mercato. Com’è facilmente intuibile, più breve è il Time to Market (TTM) e maggiori saranno i profitti futuri. Purtroppo molte volte, a causa di diversi motivi, il TTM non viene preso in considerazione durante la fase di ideazione, progettazione ed industrializzazione di un prodotto. Vediamone i maggiori motivi in questo doppio articolo…

 

Il grafico sottostante illustra in maniera sintetica ma molto comprensibile il concetto di Time to Market e come questo sia legato, sia ai costi da sostenere per la realizzazione di un nuovo prodotto, sia al profitto che sarà realizzato in seguito all’immissione sul mercato del nuovo prodotto.

 

Time to Market Grafico

Grafico
Time to Market

(fonte: http://nl.wikipedia.org/wiki/Marktintroductietijd)

Dal grafico è possibile osservare come una minor durata del TTM (indicato con la linea blu) ha si necessità di un maggior esborso iniziale ma produce anche un profitto superiore e più rapidamente rispetto alla realizzazione del medesimo prodotto ma con una maggior durata del TTL (indicato con la linea rossa).

Il grafico non tiene conto, inoltre, di altri fattori molto importanti a favore di un TTM breve, tra i quali:

  1. immettere sul mercato un nuovo prodotto il prima possibile diminuisce la probabilità che un concorrente esca sul mercato con un prodotto analogo più velocemente;
  2. diminuire i tempi di ideazione, progettazione, sviluppo ed industrializzazione diminiusce in maniera esponenziale le fughe di notizie, molte volte neppure volute, sul nuovo prodotto. Fughe di notizie che possono far drizzare le antenne ai concorrenti;
  3. avere un TTM breve rispetto a TTM estremamente lunghi, in controtendenza da quanto mostrato nel grafico, permette di avere costi di molto inferiori. Con questa affermazione non dico che il grafico è sbagliato perchè è perfettamente corretto in linea generale e teorica. Nella pratica però, non di rado mi capita di osservare, e molte volte di dover correggere, decisioni sulla strategia di realizzazione di un nuovo prodotto che comportano TTM lunghissimi e quindi con costi da parecchi zeri;
  4. avere TTM molto brevi riduce in maniera esponenziale la “speculazione” che avviene durante tutta la fase di realizzazione del nuovo prodotto in particolar modo se quest’ultima è affidata a terzi senza un project manager affidabile. Questo è un punto molto importante e verrà meglio discusso in seguito.

In riferimento al punto numero 4, non di rado l’intenzione di realizzare un nuovo prodotto, o di dotare gli attuali prodotti con nuove funzionalità, avviene a manager di aziende che non hanno ne le conoscenze ne gli strumenti per poter realizzare quanto desiderato all’interno dell’azienda stessa. Quindi devono necessariamente affidarsi ad una o più aziende esterne. Per fare un esempio, forse semplicistico ma molto chiaro, si pensi ad un artigiano che produce nel proprio laboratorio scarpe fatte a mano e vuole venderle on-line. Esso non ha certo le competenze per farlo quindi dovrà contattare un’azienda che realizzi il sito web di vendite ed anche una seconda azienda che produca la App di vendita per Android e iOS. Anche ipotizzando che l’artigiano sia molto bravo nel scegliere le aziende e non lo faccia totalmente a caso, esso non riuscirà mai a gestire con chiarezza le due aziende fornendogli specifiche e requisiti chiari con la conseguenza di ottenere qualcosa di diverso da quanto pensato e di dover sborsare nuovo denaro per modificare quanto fatto con conseguente aumento del TTM. Immaginatevi cosa può accadere in progetti più complessi, rispetto alla realizzazione di uno store online, ove le aziende sono più di due con compiti distinti ma aventi un interfaccia comune…il caos. Il manager, per attenuare questo, dovrebbe allora affidarsi ad un project manager che abbia le competenze per gestire le varie aziende nel processo di realizzazione del nuovo prodotto. E se il project manager, come purtroppo ho osservato diverse volte, non ha le competenze cosa accade? Il caos totale…

La domanda, a questo punto, sorge spontanea, la “speculazione” dov’è? la “speculazione”, volutamente messa tra virgolette, sta’ nel fatto che le varie aziende necessarie alla realizzazione del prodotto, osservando una mancanza di management e di chiarezza tecnica su cosa realizzare, decide autonomamente cosa fare e sicuramente andrà a realizze la cosa più veloce e meno complessa, magari qualcosa di analogo già fatto per un altro cliente, facendo però pagare al committendo un monte ore che non rispecchia la realtà del lavoro effettivamente svolto. Inoltre, il committende, non avendo ottenuto quello che aveva in menta, sarà costretto ad un nuovo esborso di denaro per correggere il prodotto (aumentano i costi aumenta il TTM).

Tutto questo è conseguenza di una totale o parziale mancanza di chiarezza mentale su come dovrà essere il prodotto finito, su una mancanza totale o parziale di conoscenze tecniche che hanno come conseguenza una mancanza di chiarezza nelle questioni tecniche con le aziende realizzatrici. Questioni tecniche che dovrebbero essere affrontate e chiarite prima di ottenere un preventivo ma che purtroppo, nonostante questo sia un errore gravissimo, molte volte non è così.

 

A presto con la parte II.

 


One Response to Time to Market, Costi e Profitti parte I

  1. marco ha detto:

    Bell articolo, semplice e chiaro.

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